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‘Oceanico’

“Lo sai, vero?
Ogni dieci anni, in quello che finisce per zero, negli ‘States’ si fa il censimento.
Le ragioni sono mille e una.
Peraltro, soprattutto al fine di determinare proporzionalmente al numero degli abitanti i Rappresentanti ai quali ogni Stato ha diritto.
Insomma, mentre i Senatori sono sempre e comunque due, i membri della Camera Bassa Federale aumentano o diminuiscono Stato per Stato appunto secondo censimento.
Tra le mille domande alle quali occorre rispondere nella circostanza quella relativa alla appartenenza razziale.
Sei bianco?
Afro?
Nativo?
Latino?
Asiatico?
Oceanico?
Oceanico?!
Qualunque cosa significhi, un ‘oceanico’ vive a Uvalde.
Nel 2010 la cittadina texana contava difatti su 15.751 abitanti uno dei quali (0.01 per cento) in cotal modo si definiva.
Ti chiederai per quale mai ragione sia particolarmente interessato proprio a Uvalde.
Presto detto.
Oltre che essere il luogo di nascita di Matthew McConaughey (grande attore), la località che ha preso, storpiandolo, nome da un antico generale e Governatore spagnolo (Juan de Ugalde) è stata a suo tempo e per molti anni dimora nientemeno che di ‘Cactus Jack’, che qui ha altresì tirato le cuoia.
John Nance Garner – questo il nome di ‘Jack’ del quale ho lungamente trattato nei miei saggi – è uno dei personaggi più significativi e pittoreschi della politica USA novecentesca.
E inoltre uno dei più longevi, visto che se ne andò pochi giorni prima del novantanovesimo compleanno.
Presidente della Camera, correva nel 1932 per la nomination democratica contro Franklin Delano Roosevelt che aveva sconfitto in un paio di importanti primarie.
All’improvviso – in cambio della candidatura alla Vice Presidenza – lo appoggiò, risultando decisivo.
Al giornalista che gli chiedeva ragione dell’operato, accendendosi un sigaro, rispose:
“Ragazzo, la politica è una cosa strana”.
Vice di F.D. per otto anni, memore del fatto che mai nella storia un bi Presidente si era candidato una terza volta, si propose in proprio.
Il fatto che invece F.D. scendesse di nuovo in campo lo spiazzò costringendolo alla pensione.
Peccato davvero: fosse restato tranquillo, al posto di Truman nell’aprile del 1945, allorquando F.D schiattò, si sarebbe trovato lui.
Che fosse in gamba il buon ‘Cactus’ è dimostrato ampiamente da quanto occorso nei successivi vent’anni ed oltre.
I Presidenti mano mano eletti lo chiamavano o andavano a trovarlo per ascoltarne opinioni, pareri, consigli.
Ai suoi tempi a Uvalde, certamente, più ‘nativi’ di oggi e nessun ‘oceanico’”.

Mauro della Porta Raffo