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California (Yes?)

Ricordate?
Immediatamente dopo la ‘scoperta’ dell’America, incredibilmente (chi mai tra gli esploratori era arrivato tanto velocemente fin laggiù?), la futura California (tutta, Baja compresa) venne rappresentata nelle carte geografiche del Nuovo Mondo come un’isola.
E ci volle del bello e del buono perché l’errore cartografico fosse corretto.
Porzione dell’Impero coloniale spagnolo, fu dipoi componente del Messico resosi indipendente.
Entrò la parte settentrionale (quella meridionale – la predetta Baja – restò ed è messicana) nell’Unione nel 1850 non senza che in precedenza, nel 1846, per ventisei giorni, fosse stata proclamata l’effimera ‘Repubblica della bandiera dell’orso’ (bei tempi!).
Volando (cosa mai contano i pressappoco centosettant’anni trascorsi?) ai nostri travagliati tempi, precisamente al 2016 e al confronto per White House tra Hillary Rodham Clinton e Donald Trump, occorse che il risultato elettorale californiano fosse assolutamente discordante da quelli di ogni altro Stato, perfino di quelli che pure nell’occasione votarono per la candidata democratica.
Si espresse infatti l’elettorato locale addirittura al 61.73 per cento per la Signora e solo al 31.62 per il repubblicano.
Ora, dovete sapere che, non da oggi, esiste in quelle bande un movimento che propugna l’indipendenza dell’ex colonia spagnola dagli Stati Uniti.
Dapprima denominato ‘Sovereign California’ (non portò bene, quel nome) si trasformò dopo il 2014 (prendendo spunto da ‘Yes Scotland’ che riferiva al separatismo scozzese) in ‘Yes California’ assumendo poi maggior peso proprio in conseguenza del predetto esito elettorale che evidenziava una specificità tutta californiana.
Louis J. Marinelli – un italoamericano, e chi altri? – leader dei separatisti in questione assunse difatti che tale risultato dimostrava la grande differenza esistente tra lo Stato con capitale Sacramento e gli USA, risultando questi ultimi molto meno progressisti dei californiani.
Com’è, come non è, pare proprio che alla fine, raccolto il necessario numero di firme, ‘Yes California’ porterà, nel 2020, i cittadini del ‘Golden State’ alle urne per decidere se avviare o meno l’iter procedurale separatista (peraltro, costituzionalmente complicato e forse impossibile).
I sondaggi – per quel che valgono – dicono che, già in partenza, l’iniziativa fallirà non richiamando il necessario consenso
Probabilissimo.
Ma non certo.

Mauro della Porta raffo